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Scuola ed autonomia
La scuola dell’autonomia svolge un
ruolo complesso all’interno della comunità in quanto chiamata a conciliare le norme generali dello
Stato con i bisogni peculiari del contesto territoriale, promuovendo un’offerta
formativa che, nel rispetto della norma, sia connotata dalle specificità
inerenti il territorio.
Nel valorizzare il contesto, essa
deve focalizzare la sua attenzione su
ciò che rimane l’oggetto fondamentale della formazione, ossia la persona che
apprende. valorizzando le peculiarità di ciascun alunno, i suoi bisogni
formativi, le sue vocazioni, i suoi stili cognitivi e relazionali per garantire
percorsi di crescita adeguati al conseguimento del successo formativo.
Inoltre, la normativa vigente trasforma
il quadro delle relazioni tra le varie autonomie territoriali (Scuole - EE.LL.-
altre istituzioni) chiamate ad intervenire nella definizione e condivisione del
POF quali soggetti corresponsabili, protagonisti di azioni sinergiche per il conseguimento di obiettivi comuni e
condivisi.
In questo quadro giuridico-istituzionale, la scuola autonoma necessita
di risorse culturali, professionali e strumentali indispensabili per la
diversificazione e l’ampliamento dell’offerta formativa affinché il progetto educativo della scuola
sia adeguato e rispondente ai bisogni.
Sulla scorta di tali premesse, l’auspicio della Dirigente e di tutti gli
operatori scolastici è quello di trovare la dovuta sensibilità negli EE.LL. e
nel territorio, idonea a promuovere un sistema integrato di risorse in cui i
soggetti abbandonino le dichiarazioni d’intenti e diventino autentici partners
della scuola nella progettazione educativa e formativa.
La corresponsabilità fra scuola, famiglie, EE.LL., associazioni
culturali e sportive e ogni altro soggetto autorevole del territorio costituisce la migliore strategia per la
promozione dello sviluppo della scuola e
della comunità, ai sensi del DPR 275/99.
Contesto socio-culturale
Il territorio sul quale insiste il
Circolo didattico di Caiazzo comprende i Comuni di Caiazzo, Piana di Monte
Verna, Ruviano e Castel Campagnano, con le relative frazioni, e si estende su
un raggio di circa 20 chilometri.
La realtà socio-culturale di ciascun
Comune è quella tipica del piccolo centro, fondata sull’amicizia e sui rapporti
personali, ma tendenzialmente povera di offerte formative. Nel territorio del
Circolo è presente un teatro- cinema,
centri culturali e ricreativi e sono operanti delle associazioni.
L’attività economica prevalente, un tempo
sicuramente coincidente con quella agricola, tende a spostarsi verso il settore
secondario e terziario. Si registra una forte tendenza ad abbandonare
l’agricoltura, poco redditizia e a lasciare in vita solo le aziende di una
certa dimensione che non incontrano difficoltà ad affrontare le situazioni
create dalla nuova normativa del settore. Tra la popolazione è presente una
minoranza dedita al commercio; tra i più giovani sono numerosi gli impiegati e
gli operai; più ridotta è la fascia dei professionisti; non manca il problema
della disoccupazione che, soprattutto fra i giovani, raggiunge dimensioni
preoccupanti.
L’utenza delle scuole del Circolo è
costituita prevalentemente da ceto medio anche se, all’interno di questa
relativa omogeneità, non mancano i casi limite, sia quelli di grande benessere,
sia quelli di grande svantaggio.
Il livello culturale della popolazione
può definirsi di tipo misto poiché, accanto alla presenza di professionisti,
laureati e diplomati, è ancora presente una fascia sociale che possiede
esclusivamente il titolo di licenza media.
Si riscontra, complessivamente, una
buona sensibilità nei confronti della scuola e un buon livello di
partecipazione e di disponibilità da parte delle famiglie.
La
situazione anzidetta può ritenersi simile per ciascuna delle realtà dei quattro
Comuni.
Contesto logistico-strumentale e gestionale
La dislocazione delle
scuole su un territorio vasto crea problemi organizzativi e gestionali che
vengono risolti solo mediante un’efficace organizzazione.
Questa scuola si impegna a promuovere una fitta rete comunicativa tra
docenti, dirigente e ATA, nonchè tra i
docenti dei vari plessi i quali, nell’ambito dei diversi organismi di Circolo (
staff e commissioni), adottano scambi e confronti per la socializzazione delle
esperienze e la crescita comune.
Per favorire processi di
decisionalità diffusa, fondata sulla condivisione, il Circolo dispone di
organismi organizzativi quali lo staff di direzione, il focus group per la
“Qualita’”, il team dei collaboratori del Dirigente, dei docenti referenti,
degli incaricati F.S. e, per favorire l’incontro e lo scambio fra docenti di
scuole collocate in diversi Comuni, si promuovono commissioni di lavoro formate
da un docente per ogni Comune, il quale assume il ruolo di portavoce nei
confronti dei colleghi.
Accanto alla comunicazione
interna, molto valorizzata è la comunicazione esterna, rivolta ai vari soggetti
del territorio corresponsabili dell’offerta formativa scolastica.
L’informazione, dunque, diventa essenziale affinché operatori scolastici,
famiglie, EE.LL., Associazioni, ecc… possano partecipare ai processi
decisionali con consapevolezza e chiara definizione degli obiettivi comuni da
perseguire.
Le strutture scolastiche di cui si
dispone non sono del tutto sufficienti rispetto ai bisogni; non ci sono spazi
per le palestre, né per i laboratori; i sussidi didattici vengono via via
incrementati. Tutti i plessi della scuola dell’Infanzia e Primaria sono dotati
di PC, per cui tutti gli alunni della scuola Primaria del Circolo svolgono
attività di informatica, in orario scolastico curricolare, come previsto dalla
normativa vigente.
Un’aula
multimediale è disponibile nella scuola primaria “Pier delle Vigne” di
Caiazzo e nella scuola primaria di Ruviano, mentre il plesso di Cameralunga è dotato di un LapBus utilizzabile in classe.
Il Circolo dispone di un sito INTERNET
con cui comunica all’esterno le linee essenziali del POF; dispone anche di un “portale
dinamico” alla cui realizzazione partecipano alunni e docenti del Circolo con
la coordinazione dei lavori ad opera della commissione preposta.
Complessivamente, la scuola gestisce
buone relazioni con gli EE. LL.; tuttavia, è necessario che il dialogo cresca,
si perfezioni e si concretizzi in collaborazioni efficaci. Pertanto, si
adotterà un impegno costante affinché gli EE.LL. entrino nell’ottica delle
nuove funzioni ad essi conferite dalla normativa vigente (D.L.vo
112/98-L.3/2001) e superino il ruolo tradizionale di meri erogatori di servizi
essenziali per diventare autentici partners della scuola nella programmazione
dell’offerta formativa territoriale integrata.
E’
questo il grande passo di qualità che, insieme, bisogna ancora compiere.
Si ribadisce la necessità di un
finanziamento per la realizzazione del P.O.F. da parte dei Comuni che, anche se
esiguo rispetto alle esigenze di una scuola di qualità, risulta essenziale per
garantire insegnamenti quali l’educazione musicale ed il progetto gioco-sport, entrambi con esperti
esterni.
La scuola è orientata a promuovere una
cultura della rete, che abbracci altre scuole del territorio, gli EE.LL. e
l’associazionismo, idonea ad una progettazione integrata condivisa che promuova
corresponsabilità di tutti i soggetti territoriali nella definizione
dell’offerta formativa e condizioni formalizzate per l’ottimizzazione delle
risorse.
Pertanto,
la gestione in tutti i suoi aspetti è ispirata al coinvolgimento, alla
partecipazione e alla collaborazione per la migliore qualità del POF.
Contesto scolastico
Il contesto scolastico è indubbiamente
positivo poiché l’agire degli operatori è ispirato alla collaborazione,
all’accoglienza, alla professionalità e all’amicizia. C’è disponibilità verso
le famiglie e impegno a fronteggiare in modo costruttivo ogni eventuale
problema al fine di poterlo risolvere.
L’utenza scolastica, dal canto suo, non
solleva problemi di dispersione, né di disadattamento. Gli alunni sono in
massima parte vivaci ma sereni, caratterizzati da risultati positivi sia a
livello relazionale che a livello cognitivo. Certo, non manca il bambino che
richiede percorsi di socializzazione e di apprendimento personalizzati, ma si tratta di rari casi, il più delle volte prodotti da condizioni
di svantaggio socio-economico e culturale. La presenza degli alunni extracomunitari, del
resto molto esigua rispetto alla popolazione scolastica, richiede specifici
percorsi di accoglienza e di integrazione.
Nel Circolo sono presenti
bambini diversamente abili (n. 8 nella scuola Primaria e n. 1 nella Scuola
dell’Infanzia ), nei cui confronti la scuola si organizza per gestire al meglio
le situazioni, favorendo la socializzazione delle esperienze degli insegnanti e
usufruendo della collaborazione di esperti nell’ambito del Gruppo H di Circolo
e del Gruppo H operativo; si avvale anche, ai sensi della L. 328/00, del
supporto dell’Ufficio di Piano di Piedimonte Matese, ambito C6 e dell’Ufficio
di Piano del comune di Pietramelara, ambito C10 che offrono la disponibilità di assistenza educativa specialistica
per gli alunni diversamente abili per i quali, in sede di GLH, sia stata riconosciuta
la necessità di interventi.
Bisogni e risorse territoriali
La società della conoscenza, in continua
trasformazione, impone rinnovati modelli culturali e pedagogici a cui la scuola
deve necessariamente riferirsi se vuole svolgere un’ azione adeguata alle
esigenze culturali del tempo.
La scuola, non più luogo di trasmissione
culturale, diventa un ambiente aperto e democratico, fondato sulla cooperazione
e sulle sinergie, dove si progettano interventi educativi e formativi con il
contributo di EE.LL., comunità montana ed altre istituzioni del territorio, che
collaborano con la scuola in una relazione paritaria fondata sulla
corresponsabilità di tutti i soggetti, compreso le famiglie.
Nel nuovo quadro di relazioni che caratterizza
l’autonomia, questa scuola si impegna a creare le migliori condizioni affinché
i processi di insegnamento/apprendimento siano garanzia di successo formativo
attraverso proposte adeguate, diversificate e rispondenti alla domanda; si
impegna a promuovere la cultura della partecipazione nei confronti degli enti
istituzionali, famiglie e tutti i soggetti del territorio che a qualunque
titolo si occupano di educazione; a saper individuare risorse umane,
strumentali, culturali e professionali disponibili ed a sollecitare gli EE.LL.
ad assumere le loro funzioni istituzionali (D.L.vo 112/98-L.3/2001), affinché
si persegua insieme la politica della progettazione integrata, autentico
pilastro della scuola autonoma e unica via percorribile per l’ottimizzazione delle
risorse.
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